Nel 1958 Poul Henningsen disegnò tre lampade a sospensione per Louis Poulsen. Due di queste, la PH 5 e la PH Artichoke, entrarono in produzione quasi subito e diventarono le lampade più riconoscibili del design danese. La terza, la PH Snowball, aspettò un quarto di secolo. Ecco perché la sospensione a otto paralumi valeva l'attesa, e che cosa sa fare che le sue due sorelle non fanno.
Un anno, tre sospensioni
Nel 1958 Henningsen lavorava a un'unica idea da oltre trent'anni. Dalle sue prime lampade a più paralumi per Louis Poulsen, a metà degli anni Venti, l'obiettivo era rimasto lo stesso: nascondere completamente la lampadina, poi modellare e indirizzare la sua luce con superfici riflettenti, in modo che la stanza fosse illuminata in modo uniforme e nessuno fissasse un filamento incandescente. Ogni suo progetto è una risposta diversa alla stessa domanda.
La PH 5 Pendant Lamp era la risposta pratica. I suoi paralumi sovrapposti, che prendono il nome dal paralume principale da 50 cm, furono disegnati perché la lampada desse una luce morbida e confortevole con qualsiasi lampadina. La PH Artichoke Pendant Lamp era quella teatrale, creata per il ristorante del Padiglione Langelinie di Copenaghen, dove gli esemplari originali sono ancora appesi. Le sue 72 foglie disposte in 12 file nascondono la sorgente da ogni angolazione.
La PH Snowball sta a metà strada. È composta da otto paralumi sovrapposti anziché tre, ed è stata disegnata nello stesso anno. Eppure, mentre la PH 5 e l'Artichoke passarono subito alla produzione, Louis Poulsen avviò quella della Snowball solo nel 1983, sedici anni dopo la morte di Henningsen, avvenuta nel 1967.

Otto paralumi che si dividono la luce
La costruzione della Snowball è facile da descrivere e difficile da realizzare bene. Otto paralumi in alluminio laccato sono impilati su una struttura, ciascuno con diametro e inclinazione leggermente diversi, e la lampadina è alloggiata all'interno, dove nessun paralume la lascia vedere direttamente.
Il punto ingegnoso è la finitura. Ogni paralume è lucido sopra e opaco sotto, e le due superfici svolgono compiti opposti:
- Il lato superiore lucido funziona come uno specchio. La luce che esce dalla lampadina colpisce la parte superiore di un paralume e viene rimandata verso il lato inferiore del paralume sovrastante, così viaggia tra gli strati invece di uscire in linea retta.
- Il lato inferiore opaco diffonde tutto ciò che lo raggiunge. È la superficie che l'occhio vede guardando la lampada da una sedia o dalle scale, ed è per questo che la luce che arriva a voi non abbaglia.
Il risultato è una sospensione che risplende da tutto il suo volume. La PH 5 proietta gran parte della luce verso il tavolo e appare come un profilo netto sopra di esso. La Snowball appare come un oggetto luminoso, delicatamente brillante su ogni strato, come il sole basso sulla neve compatta, da cui deriva il nome. La struttura che regge i paralumi è cromata lucida, oppure metallizzata ottone nelle combinazioni più recenti, e resta visibile tra gli strati come una sottile spina dorsale di metallo.
Se volete approfondire il principio, il nostro articolo su come funziona il sistema PH a tre paralumi spiega la logica del riflettore che la Snowball estende da tre superfici a otto.
Perché la Snowball attese fino al 1983
Le date sono ben documentate, le ragioni no, e nessuna dichiarazione pubblicata di Henningsen o di Louis Poulsen chiude la questione. Ciò che si può dire con sicurezza è quanto il progetto richieda alla produzione. Otto paralumi significano otto stampaggi separati, otto superfici da laccare in due finiture e una struttura che deve tenerle tutte in rapporto esatto con una sola lampadina. Rispetto ai tre paralumi della PH 5, ogni Snowball richiede molti più componenti e molto più lavoro di finitura.
Certo è invece il risultato. Quando la Snowball arrivò finalmente nel 1983 non era la riedizione di qualcosa di dimenticato, ma un debutto, ed entrò in un catalogo in cui le due sorelle del 1958 erano già punti fermi. Questo arrivo tardivo fa parte del suo carattere: è la meno nota delle tre, e molti ospiti riconosceranno la PH 5 o l'Artichoke prima di identificare la Snowball.

Le proporzioni accanto alla PH 5 e all'Artichoke
Poiché le tre sospensioni furono disegnate nello stesso anno, vengono spesso messe a confronto. Le loro proporzioni sono molto diverse, e i numeri spiegano bene dove ciascuna trova il suo posto.
| PH Snowball | PH 5 | PH Artichoke | |
|---|---|---|---|
| Progettata | 1958 (in produzione dal 1983) | 1958 | 1958 |
| Paralumi | 8 paralumi sovrapposti in alluminio | 3 paralumi, paralume principale da 50 cm | 72 foglie in 12 file |
| Dimensioni | 400 x 390 mm | Ø 500 mm, altezza 267 mm | Ø 480, Ø 600, Ø 720 o Ø 840 mm |
| Peso | 7,2–7,3 kg (E27), 9,8–9,9 kg (LED) | 4,6 kg | Da 10,1 kg (Ø 480) |
| Carattere | Un volume luminoso | Un fascio piatto, rivolto verso il basso | Una scultura |
La Snowball è più stretta della PH 5 ma alta quasi una volta e mezza tanto, quindi occupa lo spazio in verticale invece di allargarsi sopra il tavolo. È anche sensibilmente più pesante, ed è bene verificare il fissaggio a soffitto prima di appenderla. Rispetto all'Artichoke più piccola ha una larghezza simile, ma è più leggera e visivamente più aperta, perché lo sguardo passa tra i paralumi. In pratica è più scultorea della PH 5 e più accessibile dell'Artichoke.

Dove la Snowball rende al meglio
Una PH 5 è pensata per essere vista soprattutto dal basso e all'altezza di chi è seduto, come un disco sopra il tavolo. La Snowball dà il meglio anche vista di lato, perché ogni strato è illuminato. Per questo tre luoghi le si addicono in modo particolare:
- Sopra un tavolo da pranzo. Dona al tavolo una luce generosa e uniforme e resta piacevole per chi vi siede intorno, che vede i paralumi illuminati all'altezza degli occhi.
- In una tromba delle scale. Salendo la si vede dal basso, di lato e infine dall'alto, e i paralumi sovrapposti cambiano a ogni gradino.
- In un ingresso o un atrio. Una sola Snowball al centro dell'ingresso diffonde un bagliore morbido in ogni direzione, ideale per uno spazio che si attraversa più che uno in cui ci si siede.
La PH Snowball Pendant monta una lampadina E27 fino a 70 W, oppure è disponibile in versione LED a 3000K. Le opzioni di colore vanno oggi dal bianco classico all'azzurro polvere, al verde polvere e al bianco tenue, ognuna abbinata a una struttura cromata lucida o metallizzata ottone. Le versioni cromate sono le più vicine all'originale del 1983; le strutture in ottone scaldano l'intera lampada e stanno bene con il rovere e i legni più scuri.

Viste insieme, le tre sospensioni del 1958 mostrano fin dove Henningsen riuscì a spingere un solo principio in un solo anno: un fascio di luce preciso nella PH 5, una scultura nell'Artichoke e, nella Snowball, una sospensione che trasforma l'intero paralume nella sorgente luminosa. Scoprite tutti questi modelli nella collezione Louis Poulsen.
